🐌 Lumache o mucche? Questione di contesto… e buon senso
Le lumache sono tutte uguali.
Certo, anche gli esseri umani sono tutti uguali: busto, due braccia, due gambe, sistema circolatorio e nervoso. Allora, perché Darwin ha perso tempo a viaggiare, osservare e riempire pagine di teorie che hanno cambiato la nostra visione del mondo vegetale e animale?
Ogni volta che un aspirante allevatore mi chiede:
“Vale la pena? Quanto si guadagna? Quanto impegno serve?”
io rispondo:
“Che tipo di chiocciola vorresti allevare?”
Segue, quasi sempre, un momento di silenzio imbarazzato.
Immagina: vuoi allevare vacche di razza Cabannina perché sono in via d’estinzione e qualcuno in giacca e cravatta ti ha detto che “ci fai il grano facile”. Peccato che la tua azienda sia… a cinque minuti dal villaggio di Babbo Natale, in Finlandia.
In quel caso, forse, meglio salvare la Telemarkfe, adatta ai climi freddi, e lasciare la Cabannina ai caldi estivi dell’Appennino ligure.
Se l’obiettivo è un allevamento a campo aperto, e non in un sistema indoor controllato, osserva cosa ti circonda:
Ci sono chiocciole allo stato brado?
Di che specie?
Sono edibili?
E se non ci sono, perché?
Le hanno mangiate tutte gli abitanti… o è stato il solito nonnino che le ha sterminate con il fosfato di ferro per proteggere l’orto?
Quando partecipi alle giornate informative dei promotori di settore, ascolta davvero: non fermarti ai soli dati economici. Chiediti in seguito se è realistico allevare con successo una chiocciola a prescindere dal contesto naturale.
La risposta te la anticipo io: Sì… ma a una condizione: devi ricreare artificialmente le condizioni ottimali. Come per mucche, capre, struzzi o lumache, puoi farlo ovunque… anche nel deserto. Adesso chiediti:
Quanto mi costerà? La produzione reale (non quella stimata o pubblicizzata) coprirà l’investimento? E in quanti anni? Ho le spalle abbastanza larghe?
Perché tra teoria e successo, si trova la realtà dei numeri.
















